L’osteoporosi

L’osteoporosi (cioè il progressivo indebolimento dell’osso che si verifica nelle persone anziane) è diventata, negli ultimi decenni, un problema di salute pubblica sempre più importante. Per l’osteoporosi (come per tutte le malattie cronico- degenerative: tumori, diabete, artrosi, insufficienza renale, infarto, ictus, ecc.) le cause sono sempre più di una. In altre parole, non vale l’affermazione (semplicistica) che l’osteoporosi è causata dalla mancanza nella dieta di alimenti ricchi di calcio. La questione, come vedremo, è certamente più complessa, ma non difficile da comprendere. Lo stile di vita sedentario predispone all’osteoporosi. Si pensi che nei casi di immobilità forzata per malattie che impongono una prolungata permanenza a letto si verifica una perdita di massa ossea che può arrivare tranquillamente, nel giro di soli sei mesi, al 30-40% del patrimonio iniziale. Camminare ogni giorno è dunque indispensabile per mantenere uno scheletro saldo e forte. L’insufficiente esposizione al sole, che si verifica quando la maggior parte della giornata lavorativa è trascorsa in ambienti chiusi oppure quando si dedica il tempo libero soprattutto ad attività sedentarie, impedisce l’attivazione della vitamina D, indispensabile per l’assimilazione del calcio e per l’irrobustimento delle ossa. A proposito di alimentazione che la dieta debba contenere una quantità appropriata di calcio e di proteine (indispensabili, queste ultime, per formare l’intelaiatura che verrà poi irrigidita dai sali di calcio) è una affermazione ovvia. Occorre, tuttavia, tenere conto che la dieta usuale degli italiani comprende squilibri di diverso genere che possono influenzare la formazione dell’osso come e più dell’apporto di calcio. Un eccesso di proteine (troppa carne e formaggi) determina, ad esempio, una aumentata perdita di calcio dall’organismo e ne favorisce l’eliminazione per via urinaria. Allo stesso modo, un consumo ridotto di frutta fresca e di ortaggi crudi, ricchi di acidi organici, porta allo stesso risultato. Esistono inoltre numerose prove scientifiche che l’uso regolare di legumi (e in particolare della soia e dei suoi derivati) faccia aumentare la densità minerale dell’osso. Infine, è stata dimostrata una relazione tra l’aumento dei livelli sanguigni di omocisteina e l’osteoporosi. L’omocisteina è un aminoacido la cui aumentata concentrazione nel sangue era finora associata solamente all’aumento del rischio di malattia cardiovascolare. Gli alimenti ricchi di acido folico (come, ad esempio, legumi, germe di grano, cereali e farine integrali macinate a pietra, verdure fresche e crude, nocciole e noci) sono in grado di ridurre i livelli di omocisteina e possono dunque prevenire nello stesso tempo l’infarto, l’ictus e l’osteoporosi.

Paolo Pigozzi

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