Il farro

Diffusissimo in Italia nell’epoca della dominazione romana, il farro è stato riscoperto più recentemente e oggi è coltivato in molte ragioni dell’Italia centrale (Umbria, Marche, Molise e Toscana). Il farro è una pianta rustica, cresce bene in collina, ama i terreni poveri e non necessita di concimi chimici e diserbanti. Il farro contiene molte proteine (oltre il 15%!) e la farina di questo cereale è quindi impiegata per ottenere pani e paste alimentari di elevata qualità. Il buon contenuto in fibre (6,8%) consente al farro di regolare il funzionamento dell’intestino, di ridurre la glicemia dopo il pasto e di aumentare la sensibilità all’insulina nei diabetici. Il farro, inoltre, abbassa il colesterolo sanguigno e migliora la composizione della flora batterica intestinale.
Quest’ultimo aspetto è assai importante perché dall’equilibrio dei batteri intestinali dipendono sia la corretta formazione ed espulsione delle feci, sia la produzione di speciali acidi grassi che sono il principale nutriente per le cellule della mucosa intestinale. La carenza di questi acidi grassi determina rapidamente un quadro di irritazione dell’intestino (colite) e l’aggravamento di altre importanti infiammazioni dell’apparato digerente (come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn). La presenza di farro nella dieta andrebbe dunque incrementata. A vantaggio del gusto e della varietà dell’alimentazione, ma anche come interessante e semplice rimedio preventivo e terapeutico nei confronti di diverse patologie croniche oggi molto diffuse.
Il farro è particolarmente adatto per preparare torte salate, ma in cucina è utilizzato soprattutto come ingrediente di zuppe e minestre di verdure e legumi che ne migliorano ulteriormente l’apporto proteico. È ottimo anche per insalate fredde e accompagnato dai funghi o da fagioli lessati. Con la farina di farro si preparano eccellenti e salutari pani, paste e biscotti.

Paolo Pigozzi
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