La stitichezza

È un problema con il quale molti si adattano a convivere anche per molti anni, pensando che la stitichezza sia “quasi” la normalità. In realtà, la stitichezza merita di essere affrontata e risolta, se non altro perché può facilitare o accompagnare l’insorgenza di altri problemi fastidiosi e talvolta importanti (emorroidi, ragadi anali, appendicite, diverticoli del colon, difficoltà circolatorie degli arti inferiori, ecc.)

La dieta

Si deve partire da una dieta che sia basata sul consumo prevalente di vegetali e che riduca in modo sensibile gli alimenti di origine animale. I vegetali (frutta e verdure, ma soprattutto cereali integrali, semi oleosi e legumi) contengono fibre solubili e non solubili in acqua che, con modalità diverse, favoriscono la formazione di feci voluminose, morbide e quindi facilmente eliminabili. Le fibre, inoltre, costituiscono il substrato ottimale per lo sviluppo e il mantenimento di una equilibrata flora batterica intestinale. I batteri, attraverso una attività complessa, interagiscono con la formazione del materiale fecale e, nello stesso tempo, hanno un ruolo fondamentale nella armonica contrazione del colon e quindi nell’espulsione delle feci. La disponibilità di acqua all’interno del tubo digerente è naturalmente fondamentale perché questo delicato meccanismo vada a buon fine.

Crusca sì, crusca no

La crusca, composta prevalentemente da fibre non solubili in acqua (cioè assorbono l’acqua e si gonfiano, aumentando di volume, ma non si sciolgono nei liquidi), è senz’altro uno strumento che può, in molti casi, risolvere una stitichezza. Tuttavia, l’assunzione di crusca separata dagli alimenti che naturalmente la contengono (i cereali e le farine integrali) può facilmente far superare la quantità di fibre non solubili che l’intestino stitico riesce a sopportare. Producendo in tal modo un notevole aumento dei fenomeni fermentativi e talvolta qualche fenomeno irritativo più consistente. Inoltre, se le cospicue assunzioni di crusca non sono associate all’ingestione di abbondanti quantità di liquidi esiste il rischio concreto che la crusca, non adeguatamente idratata, si trasformi in un vero e proprio “tappo”. Che ottiene, paradossalmente, l’effetto contrario a quello ricercato.

Per tutti questi motivi, per quanto riguarda l’assunzione di fibre consiglio di:

  • Consumare la crusca nella quantità e nelle proporzioni previste dalla natura. Questo è molto facile e semplice se si mangiano regolarmente i cereali in forma integrale: pane integrale, pasta integrale, riso integrale, ecc.
  • Assumere di preferenza fibre idrosolubili: si tratta di fibre speciali, contenute anche nei cereali e nei legumi, ma abbondanti soprattutto nella frutta, negli ortaggi e in modo particolare in alcuni semi (lino, psillio). Queste fibre, a contatto con l’acqua non si gonfiano (come la crusca), ma si trasformano in un morbido gel che fa aumentare la quantità di acqua nelle feci, rendendole voluminose e, nello stesso tempo, anche morbide e facili da eliminare. Inoltre, il gel formato dalle fibre idrosolubili, quando arriva in contatto con il rivestimento interno del tubo digerente, esercita anche un effetto disinfiammante (paragonabile a quanto succede quando applichiamo un gel sulla pelle arrossata), prezioso per gli intestini stitici che, quasi sempre, sono anche molto irritati.

Paolo Pigozzi

paolopigozzi.blogspot.it