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MANGIARE LENTAMENTE MANTIENE IN FORMA

 

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Ci avete fatto caso? È primavera e sta prendendo la rincorsa la pubblicità delle diete dimagranti. Televisione, quotidiani, riviste e internet in tutte le sue articolazioni ci stanno ossessionando con pance piatte, chili di troppo, costumi da bagno e pantaloncini estivi troppo stretti. Il mantenimento del peso forma è sicuramente importante, ma sono le soluzioni proposte dai media che portano quasi sempre a mancare il bersaglio (almeno nel medio periodo). Da questo studio un suggerimento che mi sembra, invece, più sensato di tante diete miracolose (Clinical Nutrition 2013 Apr;32(2):232-5). I ricercatori hanno accertato che mangiare lentamente, masticando bene e concedendosi una buona mezz’ora per consumare il cibo favorisce la comparsa del senso di sazietà durante il pasto. Il risultato? Si introducono meno calorie (altri studi avevano accertato che la differenza tra i “mangiatori rapidi” ed i “masticatori lenti” è di circa 70 kcal). Non solo, nell’arco delle ore successive chi mangia lentamente ha una minore necessità di consumare snack. Ne traggono vantaggio il livello di insulinemia postprandiale (più basso) e il controllo del peso (più facile). Il rilascio degli ormoni della sazietà, infatti, richiede tempi dell’ordine delle decine di minuti. Al di sotto di questi, il segnale che frena e blocca l’assunzione di altro cibo non raggiunge il nostro cervello in tempo utile. È interessante osservare infine che, oltre a consumare meno calorie, al termine del pasto i “masticatori lenti” erano più soddisfatti di chi aveva rapidamente trangugiato la sua porzione.

È chiaro ed evidente che alcuni alimenti non si prestano ad essere masticati a lungo (penso alle minestre di verdura). Tuttavia, soprattutto quelli a base di cereali integrali, sia in chicco (riso, miglio, avena, ecc.) sia ottenuti da sfarinati (pane, focacce, pizze, biscotti, ecc.) danno il meglio di sé quando assaporati con una lunga masticazione. Non solo dal punto di vista organolettico (il che, comunque, è già moltissimo), ma anche producendo gli effetti positivi appena descritti.

 

Paolo Pigozzi

www.paolopigozzi.blogspot.it