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I cereali e il pane integrali proteggono dai calcoli renali

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Negli ultimi sono state condotte ricerche cliniche (effettuate cioè su soggetti umani e non su animali) i cui risultati hanno letteralmente capovolto alcuni dei tradizionali consigli che da almeno 50 anni i medici davano ai loro pazienti dopo una colica renale. Per molti decenni, infatti, le prescrizioni d’obbligo per i pazienti portatori di calcoli renali sono sempre state le stesse: bere molto ed evitare gli alimenti e le acque ricche di calcio. Oggi, alla luce di questi recenti studi (uno effettuato dal prof. Loris Borghi dell’università di Parma nel 2002 e altri pubblicati nel 2004 e nel 2005 sulle riviste scientifiche Archives of Internal Medicine e JAMA), i suggerimenti tradizionali andrebbero almeno parzialmente modificati e integrati. Anche perché la formazione dei calcoli nelle vie urinarie si è rivelato un fenomeno più complesso del previsto e influenzato notevolmente dall’insieme delle abitudini alimentari e dallo stile di vita piuttosto che dal semplice eccesso dietetico di calcio.

Bere molto fa bene

Viene in ogni caso confermata la grande utilità preventiva di un abbondante apporto di acqua e di liquidi. Bere a sufficienza è necessario per diluire le urine, per migliorare l’eliminazione renale delle scorie e quindi per ridurre il rischio di formazione dei calcoli. A questo proposito, è opportuno rammentare che fare esercizio all’aria aperta (specialmente se è richiesto un certo impegno fisico) determina sempre un aumento delle perdite di acqua dall’organismo. Perdite che avvengono sia con la sudorazione sia attraverso l’aumento dell’attività polmonare. L’eliminazione di acqua dall’organismo può arrivare (in condizioni estreme di temperatura e di sforzo) anche a diversi litri al giorno. È ovvio che se l’acqua eliminata non viene in qualche modo reintegrata le urine avranno volume ridotto e diventeranno molto concentrate: due condizioni che favoriscono la formazione di calcoli nell’apparato urinario. Chi tende a formare calcoli nelle vie urinarie non dimentichi dunque mai di bere a sufficienza e/o di consumare qualche frutto fresco, specialmente durante gli sforzi fisici.

L’apporto di calcio e le fibre hanno un effetto protettivo

Sorprendentemente, è risultato da questi studi che l’apporto di calcio con la dieta non aumenta, ma riduce il rischio di formazione di calcoli renali. Anche il potassio (abbondante nella frutta e nei vegetali crudi) protegge dai calcoli. Mentre invece l’assunzione di calcio con integratori alimentari e l’eccesso di proteine animali (carne, formaggi, pesce, uova), di sodio (si trova abbondante negli alimenti conservati, trasformati e precotti) e di zucchero possono aumentare il rischio.
Secondo le esperienze citate, inoltre, un chiaro effetto protettivo è esercitato dagli alimenti ricchi di fibre (come i cereali e il pane integrali, i legumi, la frutta e le verdure). Probabilmente il fitato, un componente delle fibre presenti nei vegetali e nei cereali integrali, potrebbe ridurre lo sviluppo di calcoli renali inibendo la formazione di cristalli di ossalato di calcio.

Alcuni suggerimenti pratici

Che l’eccessiva presenza di calcio nella dieta faccia aumentare il rischio di formazione di calcoli nelle vie urinarie è una affermazione che oggi non possiamo più ritenere attendibile. È vero, casomai, il contrario: una dieta ricca di calcio previene la formazione dei calcoli renali. Ne deriva che non è assolutamente il caso di essere sospettosi nei confronti delle acque molto calcaree distribuite da diversi acquedotti. Oggi è evidente che il calcio presente nell’acqua potabile fa male solo al ferro da stiro, alla lavatrice e allo scaldabagno elettrico. Le acque minerali minimamente mineralizzate (quelle “leggerissime”, con un residuo fisso inferiore a 50 mg/litro e oggetto di insistenti campagne pubblicitarie) non dovrebbero essere bevute regolarmente, ma solo durante le infiammazioni delle vie urinarie o per aiutare l’eliminazione dei calcoli già formati. Dal punto di vista preventivo sono senz’altro più interessanti le acque minerali ricche di calcio (le “acque calciche” ne contengono almeno 150 mg/litro). La dieta, infine, dovrebbe prevedere un consumo molto moderato (o del tutto assente) di carne, formaggi e uova e dare più spazio ai cereali integrali e ai vegetali freschi e crudi. Ricordo infine alcuni alimenti particolarmente ricchi di calcio: mandorle, nocciole, fichi secchi, rucola, prezzemolo, radicchi, cavoli.

Paolo Pigozzi
www.paolopigozzi.blogspot.it

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